| Per quanto riguarda i nostri prodotti siamo in grado di fornirli
lavorati pronti per i mercati interni oppure per l'esportazione, confezionato con
imballaggio in base alle esigenze di mercato.Quinto De Vincentis nella foto |

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La Carota
del Fucino |
la prima
della classe |
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La
Piana del Fucino, un bacino
di 14.000 ettari fiancheggiato da alte cime appenniniche. L'ampia conca del Fucino era un
tempo ricoperta dalle acque dell'omonimo lago, che nel 1870 venne prosciugato
e quindi bonificato ad opera del principe Alessandro Torlonia.
Quella del Fucino è una terra
"giovane", resa fertile dalla grande
quantità di humus creata nel corso dei millenni dalle sostanze organiche depositatesi sul
fondo del lago. In quest'area si contano ben 10.000 ettari di
colture orticole che arrivano sulle tavole di tutta
Italia e non solo. Carote, finocchi, radicchi, bietole, indivie, pomodori, cavoli e
cavolfiori alimentano in parallelo anche una fiorente industria di trasformazione. Alle carote in particolare è riservata una superficie di 2.500 ettari che conferiscono annualmente tra
1.500.000 e 1.800.000 quintali di prodotto, pari al 30% della produzione nazionale di
questo ortaggio. La notevole fertilità del terreno arricchisce lortaggio di un
elevato contenuto vitaminico e proteico.
La carota è una pianta erbacea originaria delle
aree temperate europee (secondo alcuni il luogo di origine di questa pianta è
l'Afghanistan). La varietà selvatica della carota era nota a greci e romani, che ne
iniziarono anche la coltivazione. In seguito si è diffusa in tutta Europa. La varietà attualmente coltivata è la Daucus carota.
La carota è un ortaggio molto ricco di caroteni, sostanze che l'organismo utilizza per la
produzione di vitamina A. La vitamina A è importante per diverse funzioni dell'organismo,
particolarmente per la funzione visiva.
Il Beta Carotene (Vitamina A) è necessario per la
corretta crescita e riparazione dei tessuti corporei; aiuta a mantenere
pelle liscia e morbida e sana; aiuta a proteggere le mucose della bocca, del naso, della
gola e dei polmoni, riducendo così la suscettibilità alle infezioni; protegge contro gli
agenti inquinanti (azione antiossidante contro gli effetti nocivi dei radicali liberi);
contrasta la cecità notturna e la vista debole, ed è quindi fondamentale per una buona
vista; e aiuta nella formazione di ossa e denti. L'attuale ricerca medica dimostra che i
cibi ricchi di Beta Carotene
aiutano a ridurre i rischi di tumore ai polmoni ( soprattuto nei fumatori che 'bruciano'
letteralmente molta vitamina A) e certi cancri della cavità orale. A differenza della
Vitamina A estratta dall'olio di fegato di pesce, il Beta Carotene non è tossico.
Una alimentazione ricca di grassi, il lavoro davanti al computer o con luce artificiale,
l'inquinamento, il fumo di sigaretta ed altri fattori, contribuiscono a provocare un
aumentato bisogno di vitamina A e betacarotene. Lo stesso discorso vale per le persone che
passano molto tempo davanti al televisore. Una
carenza di Beta Carotene può risultare in diminuzione della visione
notturna, aumentata suscettibilità alle infezioni, pelle secca e squamosa, perdita
dell'appetito e dell'olfatto, stanchezza frequente, assenza di lacrimazione, denti
difettosi, e ritardata crescita delle gengive.
ALIMENTARE:
UE; COLDIRETTI, PRIMA CAROTA ITALIANA PROTETTA DA IMITAZIONI
Pubblicata sulla
Gazzetta europea la Igp "Carota dell'Altopiano del Fucino"Contro le imitazioni
internazionali del Made in Italy arriva la prima carota italiana protetta dall'Unione
Europea con la concessione dell'indicazione di origine protetta (Igp) alla "Carota
dell'Altopiano del Fucino" che fa salire a 43 i prodotti ortofrutticoli e cerealicoli
nazionali che hanno ottenuto la tutela comunitaria e che proiettano sopra quota 150 il
totale delle specialità Made in Italy salvaguardate dall'Unione europea. E' quanto
afferma la Coldiretti nel sottolineare che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
dell'Unione Europea il riconoscimento per il gustoso ortaggio e, se non verranno sollevate
obiezioni entro i prossimi sei mesi, si procederà alla sua iscrizione nell'Albo
comunitario delle denominazioni di origine. Un risultato incoraggiante per il settore
ortofrutticolo nazionale - rileva la Coldiretti - in una stagione difficile a seguito
delle difficoltà di mercato e della pressione di una concorrenza estera spesso sleale. Il
fenomeno delle imitazioni dei nostri alimenti, che causa al nostro Paese danni miliardari,
non riguarda solo formaggi come il Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano o il Grana Padano
e salumi dal prosciutto di Parma a quello di San Daniele, ma anche molte specialità
ortofrutticole tanto che si stima - sottolinea la Coldiretti - che nel mondo sia falso un
cibo Made in Italy su tre con "l'agropirateria" che sviluppa complessivamente un
fatturato annuale di oltre 52 miliardi di Euro. La coltivazione delle carote in pieno
campo è iniziata, nell'Altopiano del Fucino nel 1950 e il successo raggiunto da tale
coltura la pone come coltivazione di punta trainante tutto il comparto orticolo del Fucino
come è evidente anche - sostiene la Coldiretti - nel grado di preferenza e nella
notorietà che questa produzione riscontra nei mercati nazionali ed esteri. Una notorietà
ha indotto molti operatori - denuncia la Coldiretti - a far uso della denominazione
"Fucino" per commercializzare prodotto proveniente da altre aree di produzione
con la conseguente necessità di garantire l'origine del prodotto, mediante procedure che
assicurino la tracciabilità delle varie fasi di produzione e il controllo dei produttori
e delle particelle catastali su cui si coltiva la carota del Fucino iscritti in appositi
elenchi. La "carota dell'Altopiano del Fucino" - precisa la Coldiretti - ha
forma: cilindrica con punta arrotondata, assenza di peli radicali, è caratterizzata da
colore arancio intenso compreso il colletto, da croccantezza della polpa e rottura vitrea.
Altre caratteristiche della "carota dell'Altopiano del Fucino" sono
rintracciabili nel contenuto di elementi nutritivi. Si riscontra infatti un elevato
contenuto in acido ascorbico e zuccheri totali, un contenuto in glucidi superiore allo
standard che si accompagna ad un tenore in proteine dell'1,2%, mentre il contenuto in
fibra (1,8 %) rende maggiormente biodisponibile la quantità di oligoelementi presenti
(calcio, ferro, fosforo e potassio). Inoltre le vitamine (tiamina, riboflavina e
soprattutto carotene) rendono pregiato e ben distinguibile questo ortaggio abruzzese. Il
marchio di identificazione - conclude la Coldiretti - è rappresentato, nella parte
superiore, dalla scritta di colore verde, bordato di nero, "Carota dell'Altopiano del
Fucino" con un evidente andamento sinuoso come a rappresentare un'altura nella parte
centrale della scritta (Altopiano) e una più bassa nella parte finale (Fucino) ed
ovviamente dalla scritta "indicazione geografica protetta" di colore bianco e
blu.